venerdì 10 agosto 2007

Cinico

I cinici (dal greco κύων, "cane", soprannome di uno dei loro esponenti maggiori, Diogene) sono i seguaci della scuola filosofica di Antistene, una delle scuole socratiche minori, così chiamate per essere in qualche modo ispirate alla filosofia di Socrate. Il loro esponente più importante è Diogene di Sinope. Il nome sembra derivare o dal Cinosarco, l'edificio ateniese che fu la prima sede della scuola, o dalla parola greca per "cane", appellativo che fu dato in senso dispregiativo ai cinici dalle correnti filosofiche avversarie.
I cinici professavano una vita randagia e autonoma, indifferente ai bisogni e fedele al rigore morale. Dopo un periodo di declino per la scuola cinica, essa ebbe una ripresa in concomitanza alla corruzione del potere
imperiale: si fece appello allora alla libertà interiore e all'austerità dei costumi.
L'interesse della scuola fu prevalentemente
etico, e il concetto di "virtù" assunse un nuovo significato in una vita vissuta secondo natura; l'ideale era divenuto l'autosufficienza ( l'autosufficienza del saggio, condotta fino all'assoluta indipendenza dal mondo esterno, secondo il termine greco autàrkeia, ovvero autarchia, capacità di detenere il totale controllo su sé stesso), portando alle estreme conseguenze il pensiero individualistico e utilitaristico proprio della sofistica
Il cinismo in senso lato, cioè inteso come forma estrema di individualismo etico e di asocialità, è così diffuso nell'epoca contemporanea da farla descrivere a volte come una "Era del Cinismo". Generalmente, chi condivide questo punto di vista sostiene che man mano che l'era dell'Informazione progredisce, le ripetute manifestazioni di malcostume da parte dei politici, aziende e religioni organizzate giustifichino il cinismo strisciante e diffuso (oltre allo scetticismo). I mass media frequentemente impiegano un punto di vista cinico, e pochi mezzi di comunicazione di massa presentano analisi ed opinioni dal un punto di vista alternativo, come e.g. lo stoicismo o l'edonismo.
Alcuni oppositori del cinismo dicono che esso porta a focalizzarsi troppo sugli aspetti negativi delle situazioni, tanto da poter portare ad una depressione e che sarà sempre possibile (addirittura facile) trovare errori. Perciò il fatto che i mass media si focalizzino sugli aspetti negativi dà l'impressione che l'umanità nel suo complesso sia moralmente corrotta, ma ciò è più un effetto delle notizie giornalistiche eccessivamente critiche più che una visione oggettiva della realtà.

Alcuni altri argomentano che mentre sono d'accordo che vi siano sempre presenti comportamenti sbagliati, questa presa di coscienza non giustifica l'apatia verso il malcostume e che bisognerebbe focalizzarsi sul problema di trovare piuttosto la migliore soluzione.

In ogni caso, il cinismo nel suo complesso è strettamente correlato al
pessimismo: i cinici in genere affermano che la società abbia una forte apatia verso i mali sociali, e che la consapevolezza del mondo attuale e delle tematiche sociali devono essere diffuse prima che una soluzione valida possa essere formulata.

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