Fare l’architetto mi permette di lavorare ascoltando la radio. Confesso che sono stato fedele per anni a radio DJ, giurando sempre che mai avrei potuto cambiare. Cambiando ufficio qualche anno fa mi sono ritrovato ad ascoltare nel nuovo studio Radiomontecarlo. Ho spesso cercato di boicottarla proponendo la concorrenza, ma i capi hanno sempre sostenuto e difeso RMC considerandosi troppo vecchi per una radio troppo giovanile. Per mesi ho ascoltato le nuove frequenze, prevenuto e insofferente. Poi pian piano ho "scoperto" Luisella Berrino. Da prima la sua voce, il senso delle sue parole, la pacatezza e l’allegria. Mi son chiesto per mesi chi potesse essere. Ho immaginato il suo volto. E una mattina ho ceduto alla tentazione sbirciando sul sito www.radiomontecarlo.net .Mi ha colpito subito quello che ha scritto sulla sua scheda che riporterò qui nel mio blog. Rintracciando il suo indirizzo mail, mi son detto Save cogli l’attimo e ho scritto contattatandola non sperando in una sua risposta. Ha risposto, non una volta ma quasi sempre. Spesso è un semplice buongiorno o buon lavoro, ma qualche volta si innesca un breve e significativo dibattito "epistolare". Faccio varie domande e ho delle risposte sagge. Qualche volta Luisella ha letto le mie mail in diretta, e alcune mie curiosità sono state riportate nell’intervista a Samuele Bersani e Carmen Consoli. Per qualsiasi altra curiosità sulla bella Luisella vi rimando al sito di RMC.
LUISELLA BERRINO
"... come stai?" una domanda molto comune che le persone usano rivolgersi e che, proprio per il suo carattere rituale, di regola viene percepita come una semplice forma di cortesia. Ad essa solitamente si risponde in maniera evasiva, con formule altrettanto di circostanza. La domanda: "Come stai?" E' una domanda che merita più considerazione. Prova a portela: Come stai? Come stai proprio adesso, in questo preciso momento? Prenditi un istante e prova a osservare con calma il tuo corpo e la tua mente: sei davanti al monitor, gli occhi puntati a leggere con qualche sforzo queste parole sullo schermo luminoso, una mano appoggiata sul mouse, le dita pronte a cliccare... Forse la spalla e il collo sono contratti, la schiena un po' incurvata, il respiro corto... E probabilmente la prospettiva di leggere un testo che da qui si prospetta lungo (su Internet, poi, dove il tempo è denaro!) suscita in te una sottile tensione, un'oscillazione tra la volontà di proseguire la lettura e la tentazione di rimandarla a un altro momento ............."

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